7 settembre 2007
DIARI
Caramella n°10: dell'ordine
Oggi ho dato una messa in ordine alle cose della mia vita.
Ho rivisto in parte la disposizione dei ricordi, distribuendoli in categorie diverse: ricordi di sensazioni, emozioni e sogni; ricordi di amore; ricordi di persone e luoghi cari; ricordi di fatti particolari. E’ stato un lavoro faticoso che mi ha tenuto occupato per l’intera mattinata, senza che sia riuscito a portarlo a termine. Sono rimasto a letto fino alle dieci, ma non me ne pento; ho telefonato al lavoro giustificando l’assenza con una parte di verità: ho detto di essere affetto da una forma particolare di disturbo della memoria, ormai molto raro, chiamato “melanconia” che provoca nell’individuo un miscuglio alchemico di due curiosi atteggiamenti, un attaccamento a situazioni passate e il contemporaneo senso di perdita delle stesse.
“Insomma, sei depresso!” ha risposto il mio direttore, psicologo, che per due anni ha seguito un programma riabilitativo per disturbi del tono dell’umore condotto da uno psicoterapeuta norvegese.
“Se vuoi posso darti il numero del Centro” dice, io dico no, grazie, preferisco di no, preferisco aspettare che le cose si riordino per proprio verso. Preferisco l’attesa silenziosa del letto che mi tiene sospeso a mezzo metro dal pavimento. Quel mezzo metro necessario a separarti dalle cose. E’ un fatto intenzionale, non mi sento depresso, ho voglia solo di una mezza giornata di vuoto mentale per far risorgere le storie che ho dentro. Tu te lo ricordi il primo giorno di scuola?, gli ho detto.
Lui ha detto “No, è passato tanto di quel tempo. E comunque contento tu, a lunedì pomeriggio allora” e ha attaccato.
Ho pensato che agli occhi degli altri la malattia ci svuota dell'anima, comunque. Non so perchè, non mi sento affatto malato, ma l'ho pensato lo stesso.
Lunedì mattina i miei bimbi cominciano la scuola. Il grande va in prima elementare, che ora volgarmente chiamano scuola primaria, e il piccolo comincia l'asilo che la pedanteria morattiana ha voluto chiamare scuola per l'infanzia. A me sembra una cosa così importante che non riesco a pensara o a fare nient'altro.
-Tosaerba, vorrei portare anche te, lunedì mattina, ci pensi che bello sarebbe. Io e te che guardiamo i bimbi entrare nell'edificio scolastico. Ci deve essere anche un bel praticello nelle vicinanze...
Gli lancio una caramella all'aloe, la raccoglie e se la gusta che è un piacere.
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400caramelle il 7/9/2007 alle 14:45 | |
5 settembre 2007
DIARI
Caramella n°9: delle parole
Ci ho fatto caso.
Ci sono persone che usano troppe parole e le usano male. Le sperperano come le cose che si comprano. Le buttano via in grossi sacchi senza nemmeno differenziarle. Fanno discorsi inutili, ascoltano discorsi inutili, canzoni inutili, guardano film e programmi televisivi inutili, leggono persino giornali riviste e libri inutili.
La velina mora ama la pasta al pomodoro…
Mercurio in settima casa sconsiglia relazioni stabili…
Fabrizio Corona ha scritto un libro: la mia prigione…
Albano tenta l’ultima carta con Loredana…
Il tronista della De Filippi beccato con la sua ex…
Fernanda Lessa spiega la sua ricetta per la felicità...
E’ davvero imbarazzante. Esistono persone che vengono pagate per dire o scrivere queste cose. E, cosa più imbarazzante ancora, esistono persone che ascoltano, leggono e comprano queste parole.
Io provo vergogna e disgusto. Sarei disposto ad appendere in casa il poster dello scimpanzè sul cesso se questo servisse a farli tacere. Sei fortunato, Tosaerba, a non capire certe cose.
Io propongo di tassare le parole. In un mio ipotetico programma di governo questo sarebbe l’obiettivo dei primi cento giorni.
Vuoi dire cazzate? Paga.
Vuoi raccontarmi quante volte fa sesso in una settimana Califano? Paga.
Vuoi vendere le sette case di Mercurio, Giove, Saturno, Venere e compagnia bella? Paga.
Vuoi sprecare carta per illustrare la giornata tipo di Costantino? Paga.
Vuoi spiegarmi come si depila Miss Italia? Paga.
Vuoi chiedere ad un povero disgraziato che ha perso il figlio: “cosa prava in questo momento?”. Paga, paga e paga.
La liberta di stampa e di informazione non sarebbe compromessa. Niente sarebbe vietato, tutto consentito ad un prezzo, però. Come risarcimento preventivo per oltraggio all’intelligenza. Mi sembra il minimo.
Il debito pubblico sarebbe risanato in una settimana. E ne avanzerebbero pure molti. Atro che abolire l’ICI…
Oppure invece di tassare le parole si potrebbe adottare un metodo ancora più drastico ed efficace.
Contarle.
-Tu puoi dire in tutta la tua vita quarantacinquemilioni di parole, tu tremilioni e ottantacinquemila parole, tu duemilioni e settecentocinquanta, tu settecentosessantamila, tu un miliardo, tu seimilaquattrocentoventi, tu settecentocinquantotto, tu settantadue e basta.
Un numero determinato e finito di parole assegnate per legge alla nascita in modo assolutamente e puramente casuale (per non fare torto a nessuno…). Un contatore automatico al polso, o in cintura potrebbe poi segnare il numero delle parole restanti. E il gioco è fatto. Parole contate.
Ne hai poche? Usale bene.
Ne hai molte? Non sprecarle.
Immagino quanti discorsi finirebbero così, di colpo. Troncati di netto. Game over, parole esaurite. Stop, ora taci. Continui a vivere, ma in silenzio. Vuoi comunicare? Usa altri canali. La voce non è l’unico mezzo.
Penso con gioia a come potremmo fare a meno di tanti inutili discorsi da bar sport, reality e programmi televisivi, programmi radiofonici, comizi di politici, sceneggiate da baraccone, banalità da tolk show e tanto altro.
Tutto sarebbe misurato e utile. Senza sprechi.
La “dittatura della parola” è la sola forma di governo possibile per fronteggiare l’esercito dei nuovi barbari.
No, Tosaerba, non preoccuparti. Tu puoi parlare.
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400caramelle il 5/9/2007 alle 11:21 | |
21 agosto 2007
DIARI
Caramella n°8: del tutto e niente
Io non ci posso credere.
Ho visto di tutto. Creme doposole, saponi liquidi e solidi, pomate cicratizzanti, lozioni per capelli, crema per emorroidi, deodoranti multiuso, candele antizanzare, oli per massaggi, balsamo ristrutturante, farmaci antitumorali, crema antirughe, antietà, antipuntineri, antimacchie, antiscrepolature, detersivi per lavatrici e lavastoviglie, dentifrici, yogurt e succhi di frutta, ecc. ma le caramelle all’aloe proprio mi mancavano.
Possibile mai che questa benedetta pianta vada bene per tutto? O è davvero una panacea miracolosa o è proprio una fregatura. Fa bene a troppe cose per fare bene davvero ad una sola. Dicono sia così, cura tutto e non fa male a niente. Sarà.
Caramelle all’aloe: balsamiche, rinfrescanti e dissetanti. L’aloe con la quale mi lavo le mani invece è idratante e rilassante, quella che mi spalmo sulla faccia è emolliente o ristrutturante, quella che uso per lavare i piatti è sgrassante e profumata, quella che mi infilo in mezzo alle gambe è antinfiammatoria e sedativa…
Ma quali sono le vere proprietà di quest’erbaccia? Comunque ai miei bimbi non darò da mangiare una cosa che si spalma sulla faccia e si infila su per il culo.
Però magari Tosaerba le mangia…
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400caramelle il 21/8/2007 alle 18:35 | |
18 agosto 2007
DIARI
Caramella n°7: dell'uno più uno
Tosaerba è un fenomeno.
Io gli parlo e lui mi ascolta. Quando gli parlo smette di brucare e mi fissa, segue i miei movimenti. Forse legge il mio labiale.
Mi piace parlare con Tosaerba. Col suo padrone avrò scambiato si e no una 50 di parole in quattro anni e tutte per lo più del tipo buongiorno-buonasera.
Padrone poi che brutta parola…Ieri gli ho raccontato dei poster del supermercato e che quando ho visto quello di un cavallo bianco che corre su una spiaggia tropicale mi è venuto in mente lui. Non so per quale strana associazione di idee ma ho pensato che per un asino, un cavallo bianco che corre su una spiaggia tropicale è come per me la foto di James Dean che fuma una sigaretta in sella ad una moto.
E se uno più uno fa due e se un asino sta ad un cavallo bianco come io sto a James Dean allora io sono un asino.
Lo sapevo che non dovevo guardarli i poster in quel supermercato lì. Non ho trovato nemmeno quello di Che Guevara, sicuramente per ordine diretto imposto dal proprietario, noto imprenditore e politico…
E comunque io e Tosaerba siamo d’accordo.
Meglio asini bastonati che cavalli bastonatori.
E’ che noi non siamo capaci ad essere cattivi. Tosaerba per esempio, l’han preso da qualche parte l’han portato su un prato e gli han detto mangia così mi tagli l’erba. E lui zitto e muto si è messo lì buono buono a mangiare e a ranzare il prato. Quello sa fare e quello ha fatto. Mica si è ribellato. Mica ha detto -uhè bello te lo tagli poi da solo il prato! Così io a volte vorrei essere più deciso, determinato, anche cinico qualche volta, ma il mio problema è che sono (troppo) democratico. Io mi conosco e so che uno come me verrebbe subito sopraffatto dal senso di colpa. Da non dormirci la notte…
Spesso ascolto e comprendo le posizioni degli altri e quando legittime e valide sono pronto a rinunciare alle mie (pur legittime e valide anche le mie!).
Io non lo se questo Partito Democratico sia poi una cosa così giusta…
Tu cosa ne dici, Tosaerba?
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400caramelle il 18/8/2007 alle 16:56 | |
17 agosto 2007
DIARI
Caramella n°6: del per sport
Ci ho fatto caso.
In tutti i supermercati c’è un reparto dedicato ai poster.
Di solito si trova dopo gli scaffali dei giocattoli e prima del settore “fai da te”. Forse proprio a sottolinearne la natura ambigua e sottile, a cavallo tra fantasia e realtà, adolescenza e maturità, gioco e lavoro.
Spesso trovo sempre qualcuno che li guarda e che sfoglia il librone plastificato alla ricerca di non si sa bene che cosa.
Devo aspettare il mio turno e mi diverto a osservare di nascosto il mio predecessore facendo finta di cercare la punta del trapano n°6 o la scatola di puzzle da 10000 pezzi. A volte provo persino ad indovinare quello che prenderà, e se ne prenderà.
Non mi servono poster. Non ho crepe da nascondere sui muri o messaggi subliminali da comunicare.
Li guardo e basta. Per sport.
Mi diverto ad esaminarli senza motivo, o forse solo per pura statistica personale.
Non ne ho mai comprato uno e ormai li conosco a memoria. In ogni nuovo supermercato mi diverto ad anticipare il poster successivo. In tutte le città.
Sono tutti uguali.
Sono sempre uguali.
Forse è questo che mi affascina e disgusta.
Bellone scosciate di tutte le razze, auto e moto di lusso o d’epoca, paesaggi paradisiaci con tanto di sole al tramonto, palme con amaca e annessi omini o donnine con drink, faccioni di Einstain che fa le linguacce, il buon vecchio Ernesto con basco e stella rossa, neonati che spuntano da ogni genere di frutti od ortaggi, la nazionale di calcio del 1982, foto di famiglia di animali con cuccioli, il Milan stellare dei tre olandesi, James Dean in t-short con sigaretta a pelo di labbra e sguardo da jamesdean, paesaggi montani, Bob Marley con sfondo di foglia gigante di canapa, i girasoli di Van Googh…
Poi c’è un poster che si trova ovunque. E’ il vero simbolo della globalizzazione, forse come il famoso marchio dei panini. L’ho visto dappertutto da New York a Madrid, da Dublino a Lisbona, da Londra ad Atene, da Gallipoli ad Abbiategrasso…
Uno scimpanzè vestito da uomo, seduto sulla tazza del cesso mentre legge un giornale.
Vorrei tanto conoscere l'ideatore o il fotografo di quella foto e mostrargli tutto il mio apprezzamento, e magari uscire a bere qualcosa insieme e confrontarsi sul messaggio intrinseco, sulla scenografia dell'interno o sulla scelta dei costumi e poi risolvere tutta la questione in un bagno di sangue...
Avrà fatto dei gran soldi con i diritti di quella foto. Probabilmente ora sarà sdraiato su qualche spiaggia tropicale o seduto su qualche amaca a sorseggiare drink con ombrellini serviti da bellone scosciate a cavalcioni di Harley Davinson.
Fastidioso. Davvero fastidioso.
-Babbo basta guardare le foto, andiamo a comprare le caramelle?
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400caramelle il 17/8/2007 alle 0:1 | |
13 agosto 2007
DIARI
Caramella n°5: delle facce
I miei bimbi vanno dicendo a destra e sinistra che gli comprerò un asino, un cavallo o un pony o un qualsiasi quadrupede brucante.
Mi verrebbe voglia di prendere un trattore Lamborghini, nuovo fiammante con motore a 24 valvole, iniezione elettronica, stereo incorporato e piazzarlo in giardino. Consumare consuma, ma vuoi mettere lo stile? Persino il vicino dentista che vuole comprare la porsche ne sarebbe invidioso.
Tosaerba fa il suo dovere. Mangia, defeca e consuma quello che deve consumare. Erba. Ogni tanto, quando sono in giardino, arriva qualche olezzo sgradevole ma non riesco a prendermela con lui. Mi risulta anche simpatico. E’ buffo goffo e anche bruttarello. Ma nell’insieme lo si trova anche un po’ affascinante, per quanto possa essere affascinante un asino.
Ho sempre avuto un debole per i brutti, gli ultimi, i perdenti in generale. Avanti, fatevi sotto con la storia che sono un tifoso dell’Inter, così la chiudiamo subito. Insomma io ero uno che al liceo tifava per Ettore, solo per intenderci. E’ che io avrei voluto essere bello da giovane. Non che sia una brutta persona ora, ma è che da adolescente non mi filava proprio nessuno. Avrei voluto essere bello il tanto che basta a vivere qualche storiella, quelle storielle lì insomma. Invece niente, mi innamoravo sempre di tutte quelle irraggiungibili. Un classico che più classico non si può.
Luca Grisoni. A 13 anni avrei voluto avere la faccia di Luca Grisoni, e poter guardare da vicino la faccia di Lucia Beria.
Che roba. La faccia di Lucia Beria è una cosa che uno si ricorda finché campa. Era un monumento, un inno alla bellezza e alla gioia di vivere, o almeno così mi sembrava, da lontano.
Tosaerba la vuoi provare una caramella?
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400caramelle il 13/8/2007 alle 11:30 | |
2 agosto 2007
DIARI
Caramella n°4: del non consumo
Il mio vicino ha comprato un asino. E per vicino intendo non il dentista che vuole comprarsi la porsche, l’altro.
Oggi sono tornato dal lavoro e passando con la macchina ho visto un asino nel suo prato.
Nell’era dei rasoi a 5 e 6 lame, delle decespugliatrici con motori elettrici, a benzina e a idrogeno, delle falciatrici con le marce, dei trattorini con sedile in pelle e navigatore satellitare, lui, per tagliare l’erba del prato, ha comprato un asino.
Da non crederci.
Io non lo so se sia una cosa geniale oppure da fuori-di-testa. Che poi mi chiedo: ma dov’è che si comprano gli asini? Capace che sia entrato in un negozio di animali e abbia chiesto: scusi quanto viene un asino? No guardi qui abbiamo solo pesci rossi, cani, gatti e tartarughe…
Un asino in giardino per tenere in ordine il prato. Secondo me è più da fuori-di-testa.
Non consuma niente, non lo devi attaccare alla spina, non devi tirargli la coda per farlo partire e va ad erba… Spiritoso, il mio vicino.
Pazzesco. Come se uno al posto dell’autoradio si compra un usignolo e monta la gabbia nel cruscotto. Scusi quanto viene un usignolo?
I miei bambini invece ne sono entusiasti. Sono sempre lì attaccati alla rete a guardare l’asino che mangia i fili d’erba che gli passano dalla recinzione. Il mio vicino è un eroe per loro. Perché non lo compriamo anche noi un asino, papà? Sì, vabbè…
E poi mi guarda e mi segue mentre passo vicino alla recinzione. Alza la testa e mi fissa. Ciao Tosaerba, lo chiamo così. Lavora, mangia, lavora che non consumi niente e mentre gli parlo defeca come un elefante. Bravo Tosaerba, bravo.
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400caramelle il 2/8/2007 alle 11:18 | |
27 luglio 2007
Caramella n°3: del sugar free
Oggi ho trovato lo sgabello vicino all’armadio delle caramelle.
Gran brutta cosa.
Io mi son subito figurato un’azione furtiva condotta dai miei figli. Forse che le quattro caramelle sindacali non gli bastano più? Però la cosa mi fa pensare. Si stanno organizzando. Lo sgabello vicino al mobile indica un piano premeditato, qui siamo nel campo del dolo e siamo oltre la preterintenzione. Nel penale, qui si va nel penale… Contrabbando, mercato nero delle caramelle, aste clandestine, baratto e riciclaggio. Questa è mala vita organizzata. Oddio ho la mafia in casa. Capace che in poco tempo passino alla lotta armata.
Ok, facciamo cinque caramelle al giorno, più qualche una tantum a discrezione in base al comportamento, con diritto di riduzione del numero della razione giornaliera in base al comportamento. Questo è il massimo che posso concedere, altrimenti la mia autorità paterna va a farsi benedire. Comunque sento già il ghigno del mio vicino dentista. E secondo me lui c’entra qualcosa. Potrebbe essere lui la mente del losco piano. Ti faccio vedere io se riesci a comprarti la porsche coi miei soldi! Ora vado subito a comprare tutti gli strumenti per una profilassi dentale coi fiocchi.
Caramella, spazzolino. Caramella, spazzolino e collutorio. Caramella, spazzolino collutorio e filo interdentale. Sarò implacabile. Avete voluto fregarmi con lo sgabello? Ora vi faccio passare la voglia di caramelle a suon di fluoro e dentifricio extra-forte!
Ok, forse sto un po’ esagerando.
Facciamo che da domani compro solo caramelle senza zucchero.
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400caramelle il 27/7/2007 alle 13:33 | |
26 luglio 2007
Caramella n°2: del chi
Che poi ci pensavo ieri, appena pubblicata la pagina, ma le caramelle dagli sconosciuti non si devono prendere mai. Lo dico continuamente ai miei bimbi. Si sentono in giro delle gran brutte storie sulle caramelle degli sconosciuti.
Allora diciamo che mi chiamo Diego e che di cognome faccio Reis. Diciamo…
Diciamo che ho 33 anni, felicemente sposato e con due bambini. Diciamo.
Diciamo che vivo vicino ad un lago e che lavoro nel campo sanitario e che scrivo.
Diciamo che sono di centro sinistra, anzi facciamo solo di sinistra, che è meglio.
Diciamo che sono interista, diciamolo.
Diciamo che amo leggere-viaggiare-andare-al-cinema-mangaire-bere e tutte quelle fregnacce lì…E diciamo che per ora basta così.
Ora mi sento un po’ meno sconosciuto. Diciamo di sì.
Volete per caso una caramella?
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400caramelle il 26/7/2007 alle 19:0 | |
25 luglio 2007
Caramella n°1: del perchè
Ieri il mio bimbo mi ha detto: Babbo ho così fame che mi mangerei 400 caramelle.
Meraviglioso, ho pe nsato
Io gliele avrei date tutte e quattrocento. Che poi non so neanche come gli sia venuto fuori quel numero lì, l'ho sentito contare forse fino a 30 o 40, non di più.
Roba che uno ci può scrivere un libro o aprire un blog con una frase del genere: Ho così fame che mi mangerei 400 caramelle.
Ho scelto la seonda ma non è detto che trascuri la prima...
Così mi sono detto: Ma sì, apro un blog e ci scrivo su quello che mi pare e sarà come regalare caramelle agli sconosciuti...
I miei bimbi vivrebbero a caramelle. Devo razionargliele altrimenti davvero ne mangerebbero centinaia al giorno. Dopo un periodo di disintossicazione sono arrivato a concedergliene quattro. Una al mattino, una dopo pranzo, una al pomeriggio e una dopo cena.
Credo sia il minimo sindacale...
Però quando mi ha detto che ne avrebbe mangiate 400 io gliele avrei date tutte quante e mi è venuto da ridere, e anche lui ha sorriso ed era così bello che allora ho pensato: E' vero, ridere non è mostrare i denti ma accorgersi che esiste la bellezza.
Poi alla fine ci siamo mangiati una caramella insieme. Quella gommosa, menta e liquirizia. Deliziosa.
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400caramelle il 25/7/2007 alle 15:40 | |
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